CCC 1070 Parte III: La vita morale

Il termine « liturgia » nel Nuovo Testamento è usato per designare non soltanto la celebrazione del culto divino,5 ma anche l'annunzio del Vangelo6 e la carità in atto.7 In tutti questi casi, si tratta del servizio di Dio e degli uomini. Nella celebrazione liturgica, la Chiesa è serva, a immagine del suo Signore, l'unico « Liturgo »,8 poiché partecipa del suo sacerdozio (culto) profetico (annunzio) e regale (servizio della carità): « Giustamente perciò la liturgia è ritenuta quell'esercizio dell'ufficio sacerdotale di Gesù Cristo, mediante il quale con segni sensibili viene significata e, in modo proprio a ciascuno, realizzata la santificazione dell'uomo, e viene esercitato dal corpo mistico di Gesù Cristo, cioè dal Capo e dalle sue membra, il culto pubblico integrale. Perciò ogni celebrazione liturgica, in quanto opera di Cristo Sacerdote e del suo corpo, che è la Chiesa, è azione sacra per eccellenza, e nessun'altra azione della Chiesa ne uguaglia l'efficacia allo stesso titolo e allo stesso grado ».9 La liturgia come fonte di vita

Punti Correlati