CCC 156 Parte I: La professione della fede

Il motivo di credere non consiste nel fatto che le verità rivelate appaiano come vere e intelligibili alla luce della nostra ragione naturale. Noi crediamo « per l'autorità di Dio stesso che le rivela, il quale non può né ingannarsi né ingannare ». 188 « Nondimeno, perché l'ossequio della nostra fede fosse "conforme alla ragione", Dio ha voluto che agli interiori aiuti dello Spirito Santo si accompagnassero anche prove esteriori della sua rivelazione ». 189 Così i miracoli di Cristo e dei santi, 190 le profezie, la diffusione e la santità della Chiesa, la sua fecondità e la sua stabilità « sono segni certissimi della divina rivelazione, adatti ad ogni intelligenza », 191 sono motivi di credibilità i quali mostrano che l'assenso della fede non è « affatto un cieco moto dello spirito ». 192

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