La Scrittura precisa la proibizione del quinto comandamento: « Non far morire l'innocente e il giusto » (Es 23,7). L'uccisione volontaria di un innocente è gravemente contraria alla dignità dell'essere umano, alla « regola d'oro » e alla santità del Creatore. La legge che vieta questo omicidio ha una validità universale: obbliga tutti e ciascuno, sempre e dappertutto.
Punti Correlati
La Scrittura, nel racconto dell'uccisione di Abele da parte del fratello Caino, 169 rivela, fin dagli inizi della storia...
2260L'Alleanza tra Dio e l'umanità è intessuta di richiami al dono divino della vita umana e alla violenza omicida dell'uomo...
2262Nel discorso della montagna il Signore richiama il precetto: « Non uccidere » (Mt 5,21); vi aggiunge la proibizione dell...
2263La legittima difesa delle persone e delle società non costituisce un'eccezione alla proibizione di uccidere l'innocente,...
2264L'amore verso se stessi resta un principio fondamentale della moralità. È quindi legittimo far rispettare il proprio dir...