Nella liturgia romana l'assemblea eucaristica è invitata a pregare il « Padre nostro » con filiale audacia; le liturgie orientali utilizzano e sviluppano espressioni analoghe: « Osare con tutta sicurezza », « Rendici degni di ». Davanti al roveto ardente fu detto a Mosè: « Non avvicinarti! Togliti i sandali dai piedi » (Es 3,5). Solo Gesù poteva superare la soglia della santità divina: è lui che, avendo « compiuto la purificazione dei peccati » (Eb 1,3), ci introduce davanti al volto del Padre: « Eccoci, io e i figli che Dio mi ha dato » (Eb 2,13): « La consapevolezza che abbiamo della nostra condizione di schiavi ci farebbe sprofondare sotto terra, il nostro essere di terra si scioglierebbe in polvere se l'autorità dello stesso nostro Padre e lo Spirito del Figlio suo non ci spingessero a proferire questo grido: "Abbà, Padre!" (Rm 8,15). [...] Quando la debolezza di un mortale oserebbe chiamare Dio suo Padre, se non soltanto allorché l'intimo dell'uomo è animato dalla potenza dall'alto? ».21
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