CCC 2837 Parte IV: La preghiera cristiana

« Quotidiano ». Questa parola, epioúsios, non è usata in nessun altro passo del Nuovo Testamento. Intesa nel suo significato temporale, è una ripresa pedagogica di « oggi », 110 per confermarci in una fiducia « senza riserve ». Intesa in senso qualitativo, significa il necessario per la vita e, in senso più ampio, ogni bene sufficiente per il sostentamento. 111 Presa alla lettera (epioúsios: « sovra-sostanziale »), la parola indica direttamente il Pane di vita, il Corpo di Cristo, « farmaco d'immortalità » 112 senza il quale non abbiamo in noi la vita. 113 Infine, legato al precedente, è evidente il senso celeste: « questo giorno » è il giorno del Signore, il giorno del Banchetto del Regno, anticipato nell'Eucaristia, che è già pregustazione del Regno che viene. Per questo è bene che la liturgia eucaristica sia celebrata « ogni giorno ». « L'Eucaristia è il nostro pane quotidiano [...]. La virtù propria di questo nutrimento è quella di produrre l'unità, affinché, resi corpo di Cristo, divenuti sue membra, siamo ciò che riceviamo [...], ma anche le letture che ascoltate ogni giorno in chiesa sono pane quotidiano, e l'ascoltare e recitare inni è pane quotidiano. Questi sono i sostegni necessari al nostro pellegrinaggio terreno ». 114 Il Padre del cielo ci esorta a chiedere come figli del cielo il Pane del cielo. 115 Cristo « stesso è il pane che, seminato nella Vergine, lievitato nella carne, impastato nella passione, cotto nel forno del sepolcro, conservato nella chiesa, portato sugli altari, somministra ogni giorno ai fedeli un alimento celeste ». 116 V. « Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori »

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