Gesù è apparso agli occhi degli Ebrei e dei loro capi spirituali come un « rabbi ». 363 Spesso egli ha usato argomentazioni che rientravano nel quadro dell'interpretazione rabbinica della Legge. 364 Ma al tempo stesso, Gesù non poteva che urtare i dottori della Legge; infatti, non si limitava a proporre la sua interpretazione accanto alle loro; « egli insegnava come uno che ha autorità e non come i loro scribi » (Mt 7,29). In lui, è la Parola stessa di Dio, risuonata sul Sinai per dare a Mosè la Legge scritta, a farsi di nuovo sentire sul monte delle beatitudini. 365 Questa Parola non abolisce la Legge, ma la porta a compimento dandone in maniera divina l'interpretazione definitiva: « Avete inteso che fu detto agli antichi [...]; ma io vi dico » (Mt 5,33-34). Con questa stessa autorità divina, Gesù sconfessa certe « tradizioni degli uomini » 366 care ai farisei i quali annullano la parola di Dio. 367
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