Le autorità religiose di Gerusalemme non sono state unanimi nella condotta da tenere nei riguardi di Gesù. 422 I farisei hanno minacciato di scomunica coloro che lo avrebbero seguito. 423 A coloro che temevano: « Tutti crederanno in lui e verranno i Romani e distruggeranno il nostro luogo santo e la nostra nazione » (Gv 11,48) il sommo sacerdote Caifa propose profetizzando: « [È] meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera » (Gv 11,50). Il Sinedrio, avendo dichiarato Gesù reo di morte 424 in quanto bestemmiatore, ma avendo perduto il diritto di mettere a morte, 425 consegna Gesù ai Romani accusandolo di rivolta politica, 426 cosa che lo metterà alla pari con Barabba accusato di « sommossa » (Lc 23,19). Sono anche minacce politiche quelle che i sommi sacerdoti esercitano su Pilato perché egli condanni a morte Gesù. 427 Gli Ebrei non sono collettivamente responsabili della morte di Gesù
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