La morte di Cristo è stata una vera morte in quanto ha messo fine alla sua esistenza umana terrena. Ma a causa dell'unione che la persona del Figlio ha mantenuto con il suo corpo, non si è trattato di uno spogliamento mortale come gli altri, perché « non era possibile che la morte lo tenesse in suo potere » (At 2,24) e perciò « la virtù divina ha preservato il corpo di Cristo dalla corruzione ». 519 Di Cristo si può dire contemporaneamente: « Fu eliminato dalla terra dei viventi » (Is 53,8) e: « Il mio corpo riposa al sicuro, perché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro, né lascerai che il tuo Santo veda la corruzione » (At 2,26-27). 520 La risurrezione di Gesù « il terzo giorno » (1 Cor 15,4; Lc 24,46) 521 ne era il segno, anche perché si credeva che la corruzione si manifestasse a partire dal quarto giorno. 522 «Sepolti con Cristo...»
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